LA FONDAZIONE E I PRIMI TENTATIVI

La fondazione della Nuova Unione Sportiva Villanova de Bellis reca la data in calce del 17 maggio 1984, ma se vogliamo essere più precisi, o meglio più corretti, dobbiamo fare un salto all’indietro negli anni per ricordare i primi tentativi di realizzare qualcosa. La frazione di Villanova de Bellis, un tempo, era poco più di una corte dove tutti si conoscevano tra di loro. Negli anni finalmente ha cominciato ad allargarsi: è forse per questo che un gruppo di cittadini, per ritrovarsi, ha avuto l’idea di organizzare qualcosa. Nel 1976 i cittadini Loris Galafassi, Fausto Gallio, Eldo Marani ed Enzo Rosmini organizzarono una corsa ciclistica sul circuito Villanova de Bellis – Cadè: questa manifestazione dai precedenti illustri, (non veniva più organizzata da 40 anni) ebbe talmente tanto successo fra la popolazione che agli organizzatori si unirono altri cittadini. Nella sala del bar Bonfà, fu fondato un sodalizio che aveva come scopo principale la promozione sportiva e l’organizzazione di corse ciclistiche e podistiche, oltre che quello di riunire maggiormente gli abitanti vecchi e nuovi della frazione. La sede dell’associazione rimase il bar Bonfà: fu eletto il primo Presidente nella persona del Signor Fausto Gallio e tesoriere il signor Egidio Giovanelli: in questa riunione, oltre a provvedere alle nomine delle carche, i consiglieri decisero di autotassarsi di £. 1.000 al mese per finanziare le attività future.

1977

Nel 1977, la neonata associazione, oltre alla seconda gara ciclistica, organizzò la prima gara podistica denominata “Caminada dla Madonina”. A tutti i partecipanti venne consegnata una medaglia in bronzo fuso raffigurante l’albero sociale che sosteneva una piccola cappella votiva dedicata alla Madonna, meta d’incontro per tutti i cittadini di Villanova de Bellis nel mese di maggio e dove si recitava il Santo Rosario.

1978

Nel 1978, si ebbe l’ idea di rispolverare l’ antica sagra di paese andata perduta negli anni precedenti la 2° guerra mondiale. Anziché chiamarla ancora sagra, i soci pensarono di denominarla “festa campagnola”. Da ricordare che durante la “festa campagnola” Don Giannino Toschi celebrò la prima Santa Messa sotto al tendone. Inoltre si svolse la 3° edizione della corsa ciclistica, ma purtroppo ragioni di forza maggiore impedirono lo svolgimento della caminada dla Madonina.

1979

Nel 1979 venne ripetuta la festa Campagnola sull’onda felice della prima edizione. Il 1979 segnò una svolta importante per l’identità della società sportiva: dopo accurate ricerche si scelse un simbolo che la rappresentasse e fu scelto proprio l’albero “dla Madonina” e si decise di darsi un nome: Unione Sportiva Villanova de Bellis. Ma, mentre l’ entusiasmo e la voglia di fare erano alle stelle, purtroppo le disponibilità finanziarie erano scarse: a quel punto si chiese un aiuto economico ai cittadini, i quali risposero positivamente. Il 2 dicembre di quell’anno fu organizzato, in collaborazione con l’Arci-Uisp di Mantova, il “1° trofeo U.S. Villanova de Bellis”, gara di ciclocross aperta a tutti gli enti della consulta. Inutile dirlo fu un successo per tutti, concorrenti, organizzatori e spettatori.

1980 – 1981

In questi due anni si svolsero come di consueto la 3° e la 4° festa campagnola ripetendo ancora un volta la raccolta di fondi presso le famiglie del paese. Parte dei fondi raccolti servirono per dotare il personale di una divisa sociale da indossare durante lo svolgimento delle feste: magliette con la stampa del simbolo sociale e la scritta U. S. Villanova de Bellis. Non ci furono gare a rallegrare ed a entusiasmare la gente, ma nell’aria si sentiva che c’era qualcosa che doveva nascere.

1982

In data 26 maggio 1982, presso il comune di San Giorgio di Mantova, per la prima volta la “Consulta dello Sport”: sotto la presidenza dell’assessore allo sport Giovanni Filippozzi, ci si riunì per seguire i problemi dello sport e del tempo libero. In questa riunione per la prima volta si ventilò l’ idea di dotare la frazione di Villanova de Bellis di una mini struttura sportivo/ricreativa. Nel giugno di quello stesso anno, nei capannoni della festa campagnola, il sindaco Paolo Dalla Cà e l’assessore allo sport Giovanni Filippozzi incontrarono i soci ed i consiglieri dell’Unione Sportiva Villanova de Bellis: si discusse un progetto innovativo che prevedeva la collaborazione fra cittadini e amministrazione comunale per la realizzazione di una centro sportivo. Questa realizzazione si rese possibile grazie all’acquisizione, da parte del comune, di un area verde di 3700 mq e alla possibilità si affiancare un’altra area di 3500 mq alla precedente.

1983

Inutile dire con che fermento Villanova de Bellis visse l’anno 1982 e con che voglia di fare iniziò l’83. I cambiamenti erano in atto e le discussioni si sprecavano: ora taccava solo al comune deliberare il progetto. Nella seduta della giunta comunale dell’11 febbraio 1983, a seguito della manifesta volontà della Società Sportiva di Villanova de Bellis a provvedere con propria manodopera alla costruzione delle strutture, si discusse l’acquisto dell’area e del materiale da costruzione. Servirà il Consiglio Comunale del 19 luglio 1983 per tagliare definitivamente la testa al toro: il progetto ideato gratuitamente dall’architetto in urbanistica e progettazione, Francesco Lodi Rizzini, nonché cittadino di Villanova De Bellis, ebbe finalmente il via. I tempi di realizzo furono di una velocità estrema: i lavori iniziarono il 3 ottobre grazie al materiale e al terreno messo a disposizione dall’amministrazione comunale. Il centro fu interamente costruito dai soci: esperienza, per quei tempi, del tutto innovativa che diede la spinta ad altre simili iniziative. Importante contributo fu quello dato dall’Impresa Edile F.lli Montanari che, oltre all’esperienza ed alla manodopera, mise a disposizione le attrezzature necessarie per la costruzione, mentre il falegname Rasmo Corradi fabbricò gratuitamente tutti gli infissi in legno. Il centro fu dotato di un campo da calcio adatto a squadre a 5 o 7 elementi. Sulla enorme pista polivalente in cemento quarzato (800 mq) si poteva praticare il pattinaggio, la pallavolo, la pallamano, il basket e il tennis. I lavori del centro terminarono nella primavera dell’anno successivo.

1984

L’inagurazione del centro sportivo è datata il 1° maggio 84: il sindaco di San Giorgio, Paolo Dalla Cà, alla presenza dell’assessore allo sport Giovanni Filippozzi e dell’assessore ai servizi sociali Giulio Olivini, oltre che di una nutrita rappresentanza della società sportiva, inaugurò ufficialmente il “Centro Comunale allo sport e tempo libero Villanova de Bellis”, primo esempio di collaborazione attiva fra amministrazione comunale e cittadinanza. Il 17 maggio 1984 nacque ufficialmente l’unione sportiva Villanova de Bellis: l’atto costitutivo certifica che in via Tazzoli n° 14, presso la frazione di Villanova de Bellis in San Giorgio di Mantova, i cittadini si sono riuniti per costituire un circolo ricreativo, culturale e sportivo. Il presidente illustra i motivi che hanno spinto i presenti a farsi promotori della costituzione della società sportiva e legge lo statuto che dopo ampia discussione viene approvato all’unanimità. Lo statuto stabilisce che l’adesione è libera, che il funzionamento è basato sulla volontà democratica espressa dai soci, che le cariche sociali sono elettive e che è assolutamente escluso ogni scopo di lucro. Il presidente da inoltre lettura dello statuto nazionale dell’UISP (unione italiana sport popolari) e propone che la società sportiva dia l’approvazione e nello stesso tempo la sua adesione all’Arci-Uisp adottandone la tessera nazionale quale tessera sociale. La proposta messa ai voti viene approvata da tutti i presenti. Si delibera inoltre, che il comitato direttivo provvisorio dell’Unione Sportiva Villanova de Bellis, possa essere modificato o rettificato in successive elezioni. Nel 1984 oltre alla solita festa campagnola, vide la luce una delle più belle, tradizionali e meglio riuscite feste a Villanova de Bellis: la I° festa dal turtel, manifestazione che darà via via negli anni, per specializzazione, ospitalità, bontà e qualità, un lustro insperato al nostro piccolo paese. Ricordiamo che non avendo esperienze precedenti si decise di confezionare c.a 300 uova di tortelli, quantità con la quale si riuscì a malapena a soddisfare tutte le richieste. Ma da questa esperienza è scaturita la scintilla giusta: i tortelli avevano fatto centro, a noi restava il compito di proseguire su questa strada aumentando sempre più la quantità.

1985

Il 1985 per la comunità di Villanova de Bellis fu l’anno della conferma, ancora più difficile degli anni precedenti: mentre prima si doveva discutere e costruire, ora si doveva organizzare e mantenere. In una assemblea di quell’anno, e precisamente nel mese di maggio, si discusse dei turni dei soci all’allestimento stands e pulizie locali, di designare una persona all’esterno responsabile del buon funzionamento della festa, di interpellare i giovani del paese per renderli partecipi della vita della società. Inoltre, visto il crescente successo delle manifestazioni, si decise di dotare la società di attrezzature indispensabili per lo svolgimento delle feste. A tale scopo fu acquistata un tensostruttura e fu progettata la costruzione di tavoli e panche da realizzarsi durante l’ inverno. La festa campagnola si svolse nei migliori dei modi e così anche la 2° edizione della festa dal turtel: in quest’ultima vennero preparati quintali di tortelli e altre specialità locali. Le due serate vennero allietate da due rinomate orchestre. Il piccolo paese era sommerso di gente che veniva da fuori e l’Unione sportiva Villanova de Bellis, malgrado l’enorme mole di lavoro, poteva solo ritenersi soddisfatta. In quell’anno ci fu l’esordio di alcuni giovani di Villanova De Bellis come gruppo teatrale: l’idea era nata un anno prima, al termine dei lavori del centro comunale. Il gruppo si chiamava “la compagnia dei dieci” e le prove si svolgevano nella saletta pluriuso che i soci avevano concesso. La stagione sportiva si chiuse con la corsa ciclistica. Al Comune furono inoltrate diverse richieste: la costruzione degli spogliatoi, l’illuminazione del campo, il parapiede sulla pista e la costruzione di una piccola baracca di legno. Gli ultimi mesi dell’ anno videro i soci impegnati per diverse sere nel laboratorio di falegnameria, messo a disposizione gratuitamente, nella la costruzione di panche e tavole da utilizzare sotto il capannone.

1986

Il 1986 fu un anno storico per la Società: nei primi mesi dell’anno, grazie all’interessamento di un socio che viveva da vicino il problema della dialisi, si costituì un comitato di beneficenza denominato “Noi Per Loro”. Questo comitato aveva lo scopo di reperire mezzi finanziari attraverso pubblica sottoscrizione e in varie forme, al fine di acquistare una apparecchiatura medico-sanitaria specificatamente destinata alla dialisi, da conferire in donazione al centro dialisi dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova. I fondi destinati sarebbero confluiti in un conto corrente presso la Banca Agricola Mantovana; le eventuali eccedenze sarebbe stato devolute alla “Casa del Sole” di S. Silvestro. I sottoscritti potevano effettuare recuperi finanziari mediante mostre, manifestazioni o cose simili. Il comitato ebbe la sua sede presso il centro sportivo di Villanova de Bellis, con la clausola che una volta conferita la donazione dell’apparecchiatura medico-sanitaria al beneficiario, avrebbe concluso la propria attività. Il 19 maggio del 1986, presso l’ufficio del registro di Mantova fu apportata una modifica all’atto costitutivo dell’U.S. Villanova de Bellis: si annulla all’unanimità l’adesione allo statuto nazionale UISP e alle sue regole. Invece, nel capitolo di “dirigenza” dello statuto dell’Unione Sportiva Villanova de Bellis, la composizione del consiglio passa da 5 a 9 membri. Fu un anno di fermento l’86: il 1° luglio nacque la “Nuova Unione Sportiva Villanova De Bellis”. I dirigenti e consiglieri fondarono assieme la nuova associazione: la sua durata venne fissata al 31 luglio 2036, salvo proroghe dell’assemblea. In definitiva cambiava il nome e il numero dei consiglieri ma gli scopi prefissi rimanevano tali. Risoltesi al meglio le pratiche burocratiche, si arrivò ai preparativi per la festa della solidarietà di metà luglio. La comunità di Villanova de Bellis era in fermento; ogni tanto qualche giornale locale si interessava all’iniziativa. La sottoscrizione fu aperta con generosità dalla Banca Agricola Mantovana con un assegno di £. 3.000.000 e con £. 800.000 donate da alcuni cittadini di Villanova de Bellis. Il comitato “Noi Per Loro” ringraziava sinceramente: il senso di solidarietà si stava allargando e con la festa dell’ 11-12 e 13 Luglio, sarebbe senz’altro andato in porto il progetto prefissato. Inutile dire che le tre serate furono splendide: il servizio gastronomico si rivelò all’altezza della tradizione di Villanova de Bellis ed i soci non risparmiarono la fatica: lo scopo stesso era il premio finale per tutti. Quando, sulla gazzetta di Mantova datata 27 luglio 1986, ci fu l’articolo “consegnato da “Noi per Loro” il nuovo rene artificiale per l’ospedale”, ogni cittadino di Villanova de Bellis fu orgoglioso di farne parte: certo, molte donazioni erano state esterne, ma l’iniziativa era partita dal cuore della Nuova Unione Sportiva Villanova de Bellis. In tempi brevi erano stati raccolti 31 milioni di Lire: il rene ne era costato 19. Il comitato acquistò inoltre un “letto bilancia”, per completare la struttura, del valore di 4 milioni. La somma rimanente, circa 7 milioni, sarebbe stata devoluta alla Casa del Sole di San Silvestro. Nel 1986 nell’ambito del comune di San Giorgio, fu inaugurato il primo palio delle frazioni. Le squadre si dovevano sfidare nei vari giochi organizzati: gimcane, tiro alla fune, partite di calcio, di pallavolo, corse varie, lancio delle uova, sciancol ecc. Dopo la presentazione delle squadre, che avveniva con la sfilata degli atleti davanti al municipio, i partecipanti si sfidavano nelle varie frazioni. Nel 1986 fu Tripoli a spuntarla tra le altre, mentre nel 1987 fu Villanova de Bellis a trionfare; nell’88, dopo un lungo e combattuto testa a testa fra Villanova de Bellis e Tripoli, fu quest’ultima ad averla vinta, non senza polemiche. Da segnalare che il gagliardetto che rappresentava noi abitanti di Villanova de Bellis, era rappresentato, manco a dirlo, da una grossa zucca. Il 1986 vide la III° edizione della festa dal turtel e la gara ciclistica di fine anno.

1987

La N.U.S. Villanova de Bellis quell’anno decise, per accogliere più persone, di ampliare di tre campate il capannone acquistato nel 1985 e pavimentarne la base. Si svolse nel migliore dei modi la sagra di paese “festa campagnola” e come di consueto, verso la fine dell’estate, ci fu la sagra dal turtel. Anche quell’anno le persone che parteciparono furono tantissime, dai paesi limitrofi e dalla città, tutti per assaporare quelli che nel frattempo erano diventati “i famosi tortelli di Villanova de Bellis”, rigorosamente fatti a mano e con ingredienti nostrani.

1988

L’anno si aprì con un’assemblea datata 19 gennaio: il punto cruciale fu il tesseramento. Si cercava la maniera di aggregare il maggior numero di persone dando loro le facilitazioni derivanti dall’ appartenere ad una associazione come la nostra. Gli iscritti infatti risultavano 57, mentre le persone che avevano aiutato nella precedente edizione della festa dal turtel erano state più di 80. Il secondo tema più importante fu l’ argomento giovani. La N.U.S. Villanova de Bellis aveva bisogno di forze e di idee fresche ma esistevano punti di dissidio. Era stato infatti ritirato il permesso di poter usare la sala per il comportamento poco decoroso di alcuni giovani e solo dopo varie discussioni fu loro ridato. Fu deciso di acquistare un registratore, richiesta fatta dai giovani e sempre per loro fu deciso di organizzare una gita sulla neve: il dialogo con i nostri giovani doveva continuare. Il presidente comunicò che il 7 febbraio a Villanova de Bellis ci sarebbe stato il carnevale comunale ed invitò i giovani, a spese della società, a costruire un carro allegorico. Forse qualcuno si ricorda del fatto che parteciparono anche i bimbi del nostro asilo, vestiti da fiori in cartapesta. Il 24 Gennaio ci fu la gita sulla neve e i partecipanti furono addirittura 76; il 31 Gennaio ci fu la classica gara di ciclo cross e il 7 Febbraio, il carnevale gia menzionato; i giovani chiesero per il 14 febbraio un’altra gita sulla neve, meta Folgaria. Fu un anno di manifestazioni e attività varie. Dalla cena della festa della donna, dalla ritornata “caminada dla Madonina”, alla festa del lavoro del 1° maggio, finchè si arrivò alla ottava edizione della festa campagnola il 20-21-22 e 23 giugno. La prima serata di venerdì fu interamente dedicata ai giovani, i quali organizzarono uno spettacolo con radio Pico: ebbe molto successo. Nella giornata di sabato ci fu una gara di pesca sportiva, un incontro di pallavolo e una serata danzante con le cucine che funzionavano a meraviglia. Domenica 22 giugno ci fu la mostra di cani, seguita dalla Santa Messa. Sempre nel pomeriggio della domenica si svolse una corsa ciclistica nazionale juniores, una gara dimostrativa di pattinaggio e alla sera continuarono le danze. Il lunedì, ultimo giorno di festa ci fu l’estrazione della lotteria, il ballo liscio e un meraviglioso spettacolo pirotecnico. Quell’anno ci fu nuovo impegno di solidarietà: la comunità Pelagallo, che si occupava del recupero dei tossicodipendenti. Ci furono 2 giornate di festa il 23-24 luglio, denominata “Noi Con Loro”, che non ebbero il successo di pubblico sperato ma permisero alla comunità di mettersi in luce e far parlare del proprio impegno. Entro quell’anno ci fu la costruzione degli spogliatoi e del palco a completamento della struttura già esistente. La N.U.S. Villanova de Bellis invita la cittadinanza ad associarsi: visti i numerosi impegni e programmi definiti, servivano nuove forze fresche; a quell’epoca gli iscritti erano 82. L’ultima festa fu quella del turtel che ebbe una riuscita a dir poco stupefacente, grazie all’ottima organizzazione e alla risposta massiccia dei soci.

1989

Più passano gli anni più le cose da osservare sembrano aumentare. Nasce qualche controversia con l’Amministrazione Comunale: l’autorizzazione alla vendita delle bevande al bar ed il rinnovo della convenzione per l’utilizzo della struttura frenano la proposta di copertura del palco. La soluzione si trovò nell’affiliazione al circolo privato AICS che permise di ottenere la licenza per la somministrazione delle bevande ai soci frequentanti il centro sportivo. Il consiglio si prefisse di ben figurare nel biennio che lo attendeva. Oltre alla festa campagnola e alla festa dal turtel fu organizzata la festa di Santa Lucia e la festa di Natale per gli anziani, inoltre nacque la squadra di calcio amatoriale per partecipare al torneo C.S.I.

1990

Il 1990 si aprì il 6 gennaio con la gara di ciclocross, il buriel, spaghetti e vin brulé per tutti. Il 17 gennaio ci fu la cena di Sant’Antonio, poi fu la volta della gita sulla neve, mentre l’ 8 marzo aveva ormai preso piede la festa della donna. Tutte le settimane ci si trovava per giocare a tombola o a briscola: la N.U.S. Villanova de Bellis era diventata un circolo ricreativo pieno di risorse. Il consiglio fu allargato a 13 componenti. La decima festa campagnola si svolse in 4 serate: 15-16-17-18 giugno. La prima serata fu organizzata ancora dai giovani, che si occuparono del servizio bar, della paninoteca e della birreria: si ballò con la musica da discoteca degli “Edison Service”: fu bello vedere la pista invasa dalla gioventù e dalle luci colorate. Nel pomeriggio di sabato 16 giugno ci fu l’inizio del quadrangolare di calcio; alle ore 20:00 venne aperto lo stand gastronomico e alle 21 tutti in pista con l’orchestra. Domenica alle ore 11 fu Don Giannino a celebrare la Santa Messa: chissà perché, quel parroco sembrava rappresentare lo spirito vero che animava il centro sportivo. Nel pomeriggio ci furono le finali di calcio e per i più piccoli, i burattini di Corniani. Alle 19 iniziarono le libagioni e alle 20:30 l’orchestra chiamò tutti i ballerini in pista. Al lunedì ci fu l’estrazione a premi della lotteria, il ballo con l’orchestra ed uno spettacolo di fuochi d’ artificio bellissimo e uno stand gastronomico all’altezza della situazione. I soci della N.U.S. Villanova de Bellis furono ammirevoli: dal presidente agli addetti alla pulizia, dal più giovane al più vecchio la fatica non fu certo risparmiata. Anche la festa dal turtel si rivelò un successo: il tempo ci fu amico e fu tanta la gente che invase Villanova de Bellis per assaporare il tipico piatto di tortelli di zucca. Era ormai un fatto assodato che la festa dal turtel era diventato il nostro fiore oll’occhiello e maggior fonte di sostentamento.

1991

E come in tutte le grandi famiglie, anche la N.U.S. Villanova de Bellis ebbe qualche momento difficile: il ricambio generazionale non avveniva, alcuni soci che per motivi di famiglia avevano dovuto lasciare, qualche divergenza sul modo di vedere le cose, aveva fatto sospendere, dopo la scarsa partecipazione al carnevale, le attività del centro, tranne le due feste principali. Inutile dirlo il meraviglioso giocattolo sembrava rotto; lo spirito l’amicizia, la voglia di fare per il paese erano scomparsi. Non avremo più visto la festa di S. Lucia? Al Buriel? Il carnevale dei bimbi? La cena di S. Antonio? La festa della Donna? La festa dell’Anziano? La Tombola? La Briscola? E la Squadra Amatoriale? E la collaborazione con la scuola materna ed elementare? E la collaborazione con la parrocchia di Cadé? Fu mandato un volantino a tutti i cittadini del paese in cui si leggeva che l’apatia o il disinteresse non potevano distruggere tutte le cose belle che si erano costruite, che sarebbe stato giusto riunirsi per ritrovare l’energia giusta per risolvere il morale e le sorti della N.U.S. Villanova de Bellis. Vennero invitate le famiglie perché il centro rappresentava per loro uno spazio verde dove mandare i bambini, un luogo sicuro, una certezza, un bene prezioso. Ci fu la sostituzione sofferta di tutto il consiglio, il presidente eletto fu Giovanni Filippozzi che si augurò di riuscire a trovare una fervida cooperazione che permettesse di uscire da quel tunnel di menefreghismo. La festa campagnola arrivò a rompere il grigiore di quell’inizio d’estate: il 28 giugno di venerdì i ragazzi ballarono numerosi sulla pista, i panini vennero mangiati a go-go mentre la birra scorreva a fiumi. La discoteca produsse note che rompevano i timpani ai più anziani mentre i colori delle luci illuminavano la notte. Sabato 28 giugno ci fu l’apertura dello stand gastronomico e si ballò con l’orchestra. Domenica invece ci fu la finale di calcio, l’estrazione della lotteria, lo stand gastronomico e il ballo liscio. Fu una bella festa ma si avvertiva qualche nota elettrica, la malattia era in miglioramento ma non era ancora stata debellata. A tenere alte le sorti del centro fu la festa dal Turtel che, con il guadagno e la soddisfazione che dava nel vedere tutta quella gente che veniva da fuori, ripagava di tutti gli sforzi che venivano fatti. A causa dei citati dissapori la cena sociale, purtroppo, non ebbe luogo.

1992

Ci furono anni in cui la voglia di fare sembrava un vulcano in eruzione, altri in cui la riflessione aiutava a guardarsi dentro. Molte erano le cose realizzate, qualche errore c’era sicuramente stato, ma l’enorme impegno profuso in quegli anni da tutti i soci l’aveva di fatto cancellato. La tolleranza a braccetto con la buona fede doveva prima o poi innescare per la N.U.S. la risalita verso il posto che meritava: l’orgoglio dei cittadini. Come nell’anno precedente si svolsero solo le due feste principali: la festa campagnola e la festa dal turtel. Nel corso della festa dal turtel il parroco Don Giannino Toschi celebrò la sua ultima Santa Messa al centro sportivo in quanto dopo pochi giorni, e più precisamente il 4 settembre 1992, ci lasciò per sempre all’età di 71 anni. Inutile dire quanto fu grande il rimpianto della comunità di Villanova De Bellis per la scomparsa di questo prete amico che grande importanza aveva avuto nella vita della Nuova Unione Sportiva Villanova de Bellis sostenendola anche nei momenti più difficili. A fine anno ci furono nuove elezioni il presidente fu ancora Giovanni Filippozzi. La risposta all’augurio di buon lavoro fu un invito alla massima collaborazione. Dal 9 al 17 maggio 92 presso il parco Te a Mantova, ci fu la settimana della solidarietà, a favore del villaggio S.O.S. di Mantova: ai cuochi della N.U.S. Villanova de Bellis fu data una targa in segno di sentito riconoscimento per avere brillantemente gestito la cucina a titolo gratuito. L’impegno a favore del villaggio S.O.S. continuò nel tempo: una serata della Festa dli fujadi del ‘94 fu devoluta a questa iniziativa. Nel ‘95 la società fu premiata con una targa come presenza tangibile nei lavori del villaggio S.O.S. e nel ‘96 presso il centro sportivo fu organizzata la festa “In compagnia sotto le stelle”, una tre giorni 9-10-11 agosto a favore sempre del villaggio S.O.S.: quello di Mantova era l’ultimo nato dei 7 villaggi S.O.S. che esistevano in Italia. Attualmente l’impegno e la collaborazione con il Villaggio S.O.S. prosegue sotto svariate forme fra cui la più tangibile risulta essere il contributo economico che la N.U.S. Villanova de Bellis versa annualmente.

1993

Seppur anche quest’anno le manifestazioni furono limitate alle sole due feste principali, la N.U.S. Villanova de Bellis dava segni di ripresa. Il presidente lanciò un accorato invito a tutti i soci per la sistemazione estiva del centro. L’ampio parco con varie piante verdi creava il suo bel da fare, gli 800 mq di pista dovevano essere per forza spazzati, il centro era sì bello da vedere ma faticoso da mantenere: per questo era sempre viva la richiesta d’aiuto a tutti i soci. Dal 25 al 27 giugno si svolse la festa campagnola. Dopo la prima serata dei giovani, le altre sere furono allietate dalle orchestre. La festa dal turtel, che come al solito richiamò mezza provincia, si svolte il 28 e 29 agosto.

1994

Il 1994 vide il decimo anniversario della fondazione: nell’assemblea di aprile, dopo le varie letture di bilancio, il presidente informò i soci della nascita di una nuova festa il 21-22 maggio, denominata festa di primavera ed istituita per ricordare la fondazione del centro. Oltre alla festa campagnola e a quella dal turtel c’era l’intenzione, per quell’anno, di organizzare una serata di beneficenza a favore del Villaggio “SOS”. La N.U.S. si era risvegliata, l’entusiasmo era stato ritrovato. Alla festa di primavera non ci fu un tempo clemente, eppure le persone di Villanova de Bellis si ritrovarono a mangiare con il vecchio entusiasmo; le serate furono un po’ freschine ma le orchestre fecero scaldare tutti sulla pista. La festa campagnola si tenne il 24-25-26 giugno; la prima serata fu a favore del Villaggio “SOS”: ancora una volta la N.U.S. dedicava una parte dei suoi introiti ad un’azione benefica, c’era da fare tanto di cappello a tutti quei soci che oltre a lavorare in prima persona facevano del vero volontariato. Le altre due serate videro, oltre alla distribuzione di una gran quantità di risotto, la realizzazione del torneo di pallavolo. La festa fu allietata delle note delle orchestre. Le feste erano tornate quelle di un tempo: non si avvertiva più nell’aria quel pizzico di elettricità, ma la disponibilità dei volontari metteva a proprio agio; le famiglie venivano numerose, i bambini potevano giocare con le giostrine o scorazzare nel parco senza in pericolo. Tutto sembrava essere stato fatto a misura per vivere bene; il centro era tornato il nostro fiore all’occhiello. La festa dal turtel quell’anno fu il 27 e 28 agosto. La festa segnava dieci anni di successi mai visti. Il tortello rappresentava per la N.U.S. la soddisfazione per un’impresa riuscita alla grande: basti pensare che ad ogni festa venivano cotti 19 quintali di zucca e confezionati a mano circa 150.000 tortelli: perfino Fredon quell’anno ci dedicò una poesia.. La festa dal turtel è stata registrata, all’inizio dell’anno, presso il Ministero del Commercio e dell’ Industria ottenendo il marchio d’impresa: troppi paesi si erano messi a copiare la nostra festa accampando diritti di fondazione.

1995

Fu l’anno in cui le persone di Villanova de Bellis capirono che la N.U.S. era uscita dal torpore dell’immobilismo. Infatti, già dal primo di gennaio, fu data la comunicazione del nuovo consiglio direttivo: presidente Giovanni Filippozzi o meglio Daniele, come lo conosciamo tutti. In quell’anno molti nuovi incarichi furono affidati ai giovani. Era un fatto positivo perché questo rappresentava la continuità per la vita della società, i cui obbiettivi principali erano quelli di organizzare manifestazioni ricreative, spesso a fini benefici. In occasione dell’Epifania tornò a bruciare il classico buriel e chissà anche tutti quei momenti difficili di quegli ultimi anni, fu costruito un palo della cuccagna che, solo dopo vari e vari sforzi, alcuni baldi ragazzi riuscirono a scalare. Quell’anno la gita sulla neve ci portò a Selva di Val Gardena dove a mezzogiorno fu fatta una grandissima grigliata. Il carnevale arrivò con tanti bambini mascherati, felici che la N.U.S. avesse pensato anche a loro: si divertirono con giochi quali la corse nei sacchi, il tiro dell’uovo, la caccia alla gallina ecc. e si abbuffarono di torte e caramelle, tornando a casa stanchi ma felici. La società in primavera mise in preventivo spese per la messa a punto delle cucine, dei frigoriferi e dell’impianto elettrico; si stava pensando di acquistare il decodificatore di tele + da mettere a disposizione dei soci e di acquistare del legname per la costruzione di nuovi tavoli per le feste di paese. Verso la fine di aprile ci fu un’assemblea ordinaria indetta per approvare il bilancio consuntivo dell’anno precedente, per approvare il bilancio preventivo dell’anno in corso e modificare lo statuto, visto che a gennaio, nelle votazioni, il consiglio era stato allargato a 19 membri. La festa campagnola si svolse il 23-24-25 di giugno, ma come tutti gli anni, malgrado l’impegno e il lavoro svolto da tutti i soci, non dava i risultati che meritavano tanta fatica. Le spese risultavano quasi superiori alle entrate e un gruppo di soci iniziò a pensare a qualcosa di diverso per l’anno successivo. In Luglio fu organizzato uno spettacolo teatrale, una commedia in dialetto mantovano e tutti gli abitanti di Villanova de Bellis erano riuniti a ridere insieme mentre la signora Daniela vendeva gelati e bibite. L’appuntamento con la festa dal turtel fu per il 26-27 agosto. Anche quell’anno Villanova de Bellis fu letteralmente invasa dalle persone: si parlò di ben 10.000 presenze nelle due serate. La manifestazione di Villanova de Bellis era tra le feste più significative, se non la più importante in assoluto, tra quelle ispirate ai tortelli di zucca, che si svolgevano nella provincia di Mantova. Le cuoche del paese iniziarono qualche giorno prima a preparare il pesto, cuocendo la bellezza di 25 quintali di zucca, tagliuzzando 120 kg di mostarda di mele mantovana, tritando 220 kg di amaretti, grattugiando 160 kg di formaggio grana, e alcuni chilogrammi di noce moscata. Per la sfoglia furono impiegate 6000 uova. Quasi 70 erano le signore impegnate nella confezione. Gli stands gastronomici aprirono i battenti alle ore 19 del sabato. La domenica alle ore 11 ci fu la Santa Messa e, a mezzogiorno, il pranzo famiglia, cosa che fece piacere ai paesani, felici di mangiare assieme senza la confusione della sera. La N.U.S. di Villanova de Bellis non poté che dirsi soddisfatta dell’andamento della festa. Oltre a risultare una cosa gradita a tutti, la festa dal turtel ci caratterizza per il nobile valore: parte del ricavato la società l’ ha sempre investito in opere di beneficenza.

1996

Gli anni passavano ma la N.U.S. Villanova de Bellis aveva trovato il giusto equilibrio. I soci erano quasi 200 e tutti partecipavano attivamente alla manutenzione ed al buon funzionamento delle strutture e degli impianti del centro con amore e dedizione. La befana vide bruciare quell’anno un buriel enorme; ci fu la gara di ciclo cross con spaghetti e vin brulè per tutti. Arrivò la cena di sant’Antonio, il carnevale, la gita sulla neve e la cena per la festa della donna; tutti i venerdì si svolgeva la tombola e molte erano le signore che partecipavano, sia giovani che meno giovani. La festa campagnola fu messa in soffitta e sostituita con “la festa Dli Fujadi”, un tipico piatto di pasta in mille salse: al cinghiale, alla selvaggina, al cervo ecc. Il cambiamento si era reso necessario per tentare di risollevare le entrate della festa: era solo un tentativo ma tentare non aveva mai nuociuto a nessuno. E la festa, vuoi per la novità, vuoi per altre cose, ebbe più fortuna di quella campagnola. Nelle serate di venerdì 28 giugno ci fu una sfilata di moda e acconciature, in più ci fu la selezione di Miss Gran Prix F1. I giovani del paese si rifecero gli occhi a guardare le belle ragazze che sfilavano, il tutto in uno scintillio di luci colorate. Anche i bambini presero parte alla sfilata ed alcuni dei nostri giovani si prestarono ad indossare abiti da sposo, tra l’ilarità e gli sfottò degli amici. Si ritrovarono tutti alla fine a ridere e a scherzare davanti ad un buon piatto di fujadi ed a un buon bicchiere di lambrusco. Le serate del sabato e della domenica offrirono orchestre e ballo liscio a rallegrarci, sempre nell’ambiente accogliente del centro, immerso nel verde, con posti a sedere al coperto e una magnifica pista da 800 mq. La costanza dei soci, alla continua ricerca del meglio, fu premiata: la “Festa dli fujadi” era ormai diventata fondamentale per la N.U.S. Villanova de Bellis. Determinante per la società era anche la “Festa dal turtel”: fu solo grazie all’impegno dei soci che tenevano in ordine il centro, all’enorme lavoro delle signore e di tutte quelle persone che contribuivano alla riuscita della manifestazione, che si riuscì ad uscire dalla crisi e a dare maggiore lustro alla società. “Poche chiacchere e tanto lavoro”: questa la politica dei consiglieri, persone da ammirare per il loro spirito di sacrificio. Inutile dire che anche quell’anno i tortelli furono buonissimi, le serate un vero successo e Villanova de Bellis ebbe un numero impressionante di visitatori: la società ed i consiglieri erano veramente soddisfatti. Dopo la festa dal turtel ci fu il primo autoraduno, non ufficiale, del club Sinc-Sent. Presso il centro si radunarono tante 500, 600, Topolino, Bianchine che, in una baraonda di motori rombanti, sfilarono per il paese. Qualcosa di nuovo si stava muovendo, un nuovo interesse, un nuovo progetto da sviluppare: un gruppo di ragazzi amanti delle vetture che volevano fondare un club all’interno della N.U.S.

1997

La N.U.S. Villanova de Bellis contava ormai più di 200 soci. Il consiglio direttivo era cambiato: presidente quell’anno vedeva il signor Livio Rosmini. In quell’anno il consiglio decise di affiliare la società all’U.I.S.P. di Mantova per sfruttare al meglio, attraverso le varie manifestazioni, le attrezzature del centro sportivo. In occasione della festa dli fujadi, fu organizzato il primo gran premio dli fujadi, gara ciclistica amatoriale aperta a tutti gli enti di promozione sportiva nazionale. La bolgia era infernale, l’altoparlante che scandiva i nomi dei concorrenti: non sembrava neanche di essere a Villanova de Bellis tanto i dialetti erano mescolati. Chi dal veronese, chi dal bresciano, chi da altri paesi limitrofi, erano accorsi per partecipare alla gara. Ci furono medaglie d’oro e premi vari, ci furono traguardi volanti e il premio per la società con più partecipanti, ci fu la medaglia d’oro al corridore che veniva da più lontano, al corridore più sfortunato e a quello più combattivo. Fu un bel pomeriggio, una bella manifestazione da appendere all’album dei ricordi. Lo stand gastronomico, quel sabato, fu aperto alle ore 19: tante persone vennero a mangiare li fujadi in mille salse. Domenica 29 giugno la festa continuò: l’orchestra rallegrò la serata, non c’era il caos di gente come quando si svolgeva la festa dal turtel, eppure da quando li fujadi erano diventate il piatto della festa, le cose erano migliorate. I soci lavoravano senza sosta, le signore delle cucine erano accaldate, i baristi e i cassieri sempre indaffarati: un elogio grandissimo a tutti per l’impegno e la forza di carattere che permetteva alla manifestazione di riuscire bene e senza intoppi. Il 30-31 agosto si svolse la sagra dal turtel. Le signore iniziarono quasi una settimana prima i loro lavori, gli uomini tagliarono il prato da calcio per poter sistemare al meglio il maggior numero di tavoli e panche possibili. Una fiumana di persone iniziò molto presto ad invadere il paese: c’era la fila davanti alle casse ancora chiuse e la vendita dei tortelli superò ogni rosea previsione. Alla sera tardi c’erano ancora molte persone in fila che aspettavano di mangiare mentre la musica faceva muovere le coppie sulla pista. Anche la domenica, nel pranzo famiglia, non c’ erano più solo le famiglie del paese, ma c’erano molte persone che venivano da fuori: era una festa la nostra, che, vuoi per la bellezza del centro che con le sue piante garantiva di mangiare all’ombra, vuoi per la pace che ti metteva addosso, tutti sentivano propria. Domenica 7 settembre ci fu il I° autoraduno dal turtel, raduno aperto alle FIAT 500, Topolino, Bianchina e FIAT 600. I partecipanti si ritrovarono a Mantova, in piazza Sordello, fecero il giro dei laghi per poi approdare, verso mezzogiorno, a Villanova de Bellis in un rombare assordante di motori e parcheggiarono i loro bolidi nel campo sportivo per dare modo alle persone di ammirare le vetture. Inutile dire che funzionava lo stand gastronomico: di tortelli non se ne aveva ancora abbastanza. La manifestazione riuscì bene e diede appuntamento a tutti per l’ anno successivo.

1998

Ad aprire il ciclo delle manifestazioni quell’anno fu la festa dal buriel, a precedere il falò ci fu una corsa di ciclocross, e dopo il buriel la distribuzione di spaghetti e vin brulè. La cena di S. Antonio si svolse in un clima sereno segno tangibile di una stabilità raggiunta nel tempo. Il 21 febbraio la N.U.S. Villanova de Bellis portò i suoi giovani e i suoi meno giovani, sulle nevi di Madonna di Campiglio. A rallegrare la gita ci fu la colazione al campo. L’8 marzo portò al centro la festa delle donne: la società offrì alle signore presenti e a tutte le socie, la mimosa. Il gioco della tombola era ormai di casa al centro sportivo: le donne diventavano sempre più numerose e, perfino le signore anziane che di solito non uscivano mai di casa, si facevano accompagnare per giocare. Quell’anno, assieme alla lega calcio U.I.S.P. di Mantova fu organizzato il I° torneo notturno di calcio a sette di Villanova de Bellis San Giorgio e naturalmente durante lo svolgimento delle gare si potevano anche gustare le specialità gastronomiche mantovane. Fu un torneo ricco di soddisfazioni e di sponsor che mise ancora una volta in evidenza la capacità dei soci e fece parlare del nostro piccolo paese i giornali della provincia. Il giovedì sera si svolse la finale del torneo di calcio ed il venerdì sera si aprì la festa dli fujadi . Il 27 giugno, al pomeriggio, ci fu il II° gran premio dli fujadi e la sera vi fu l’orchestra a far ballare le persone. Il tempo fu buono e la serata filò liscia a tempo di valzer e mazurca. Domenica a mezzogiorno ci fu il pranzo famiglia e la sera l’orchestra chiuse la festa e un mese molto faticoso per i nostri soci: si lavorava ininterrottamente da 40 giorni tra torneo di calcio e festa. Il 29 ed il 30 agosto a Villanova de Bellis fu di scena la festa dal turtel: era ormai diventata la festa tradizionale di Villanova. Tanti paesi limitrofi ci avevano copiato inserendo nelle loro feste il piatto dei tortelli. Ma i nostri rappresentavano, a detta di molti esperti, la vera essenza di questo piatto tipico mantovano: erano di una bontà unica dal gusto particolare e le migliaia di persone che invadevano il nostro paesino durante le due serate della manifestazione, ne erano la conferma. Quasi cento signore erano impegnate nella realizzazione dei tortelli mentre gli uomini erano addetti alle impastatrici e alla distribuzione della sfoglia che sarebbe poi stata tagliata e riempita. La lavorazione dei tortelli si svolgeva nelle sale del centro tra un cicaleccio incredibile: immaginatevi cento signore che parlano contemporaneamente! Il lavoro si svolgeva in 4-5 serate: alla fine della serata la signora Daniela preparava la granita per le signore che si sedevano a chiacchierare e per far riposare le stanche membra. I ragazzi spiavano la fatica sui loro volti che non riusciva però a scalfire il loro buon umore: erano veramente delle brave persone e ce n’erano di tutte le età, dalle tredicenni a quelle che avevano passato da un po’ la sessantina, generazioni diverse a braccetto per realizzare i nostri tortelli. Alle ore 19 del sabato furono aperti i battenti dello stand gastronomico; il pur ampio parcheggio e le vie del paese quasi non bastarono ad accogliere tutte i visitatori venuti per la festa. La serata fu rallegrata con successo, la pista di 800 mq sembrava ad un tratto rimpicciolita vista la marea di gente che l’aveva invasa. Domenica alle ore 12 ci fu il pranzo sotto agli alberi del parco, e, alla sera, l’orchestra invitò tutti a smaltire sulla pista i tortelli consumati. Il tortello di zucca di Villanova de Bellis ispirò il mondo culturale mantovano. Il pittore acquerellista Renzo Ferrarini, dopo una sua visita di tre anni prima, dedicò un quadro alla festa dal turtel: una natura morta con un piatto di tortelli, una zucca e una bottiglia di lambrusco. Il 6 settembre si tenne il II° autoraduno: ogni anno il numero delle auto iscritte aumentavano e il legame che univa le FIAT 500 e la N.U.S. era sempre più forte.

1999

Dopo le prime manifestazioni dell’anno i soci si impegnarono a sistemare il campo da calcio, le piante del parco e ad eseguire tutti quei piccoli lavori di manutenzione che servivano a tenere il centro ordinato e in salute. A fine maggio si disputò il II° torneo di calcio e si arrivò al 25 di giugno con la festa dli fujadi, una manifestazione che stava ottenendo sempre maggior successo. Infatti molte delle persone che venivano ad assaggiare le nostre fujadi erano alla ricerca della genuinità. Venerdì sera si ballò, mentre sabato pomeriggio si svolse la gara ciclistica amatoriale. Domenica mattina ci fu il raduno delle FIAT 500 e, annesso, ci fu il mercatino del vendo – compro – scambio. L’incontro suscitò un vasto interesse. A pranzo si banchettò con fujadi al piccione e con l’anitra. I posti a sedere erano 1000. La serata si chiuse con la musica ed il ballo. Fu una bella festa anche quell’anno: li fujadi iniziavano ad avere un ruolo ben definito come i più noti tortelli. La festa dal turtel ebbe una leggera flessione a causa del tempo. Sabato 28 agosto la serata filò liscia come l’olio tra una marea di gente, ma la domenica la pioggia la fece da padrona. Al pranzo di mezzogiorno furono riempiti i due tendoni al coperto, ma i posti all’aperto rimasero desolatamente vuoti: l’acqua cadeva a catinelle. Molte persone si misero in fila davanti alle cucine con pentole e terrine: non potendo mangiare i tortelli al centro se li portarono a casa. Anche la serata non fu risparmiata dalla pioggia. In compenso i tortelli della N.U.S. Villanova de Bellis entrarono in molte case: la vendita infatti non era stata tanto inferiore al solito. La settimana successiva si svolse il III° autoraduno delle FIAT 500 e derivate. A Villanova sembrava normale sentire rombare le vecchie utilitarie; alcuni ragazzi piantarono le tende da campeggio nel campo da calcio già dal sabato e passarono la notte così, in attesa della sfilata per le vie del paese e della provincia. Poi si ritrovarono a mezzogiorno a Villanova de Bellis per il classico pranzo a base di tortelli ed il congedo definitivo.

2000

Quanti anni erano passati dalle prime acerbe manifestazioni: il centro sportivo Villanova de Bellis spiccava al centro del paese con solenne maestria. Ogni anno veniva perfezionato, risistemato: era un capitale da tenere ben stretto e i soci lo sapevano, perché si davano da fare con buona lena. La festa dli fujadi in programma il 23-24-25 giugno fu ulteriormente perfezionata. Il venerdì sera, all’apertura dello stand gastronomico non c’erano molte persone, ma l’aria di festa che si respirava era la solita. Andò meglio il sabato. La gara ciclistica amatoriale era ormai una tradizione e Villanova de Bellis era sempre più conosciuta come paese. Bastava dire di dov’eri che subito rispondevano: ah il paese dei tortelli, ah dove fanno bene le fujadi. Bene o male sapevano che esistevi, che c’eri e non era poco in un mondo così poco propenso a darti dei meriti. Il pranzo a mezzogiorno e la serata della domenica portò parecchia gente in paese. La festa anche quell’anno ebbe successo. Ormai non era più questione di fortuna, ma il frutto di tanti anni di dedizione al lavoro da parte di un gruppo di persone convinte di quello che facevano. L’unico problema, forse, era che non esisteva un cambio generazionale; pochi erano i giovani che rimanevano nella società. Al momento, per fortuna, i soci che c’erano non erano poi così vecchi. La festa dal turtel arrivò in un battibaleno: sembrava impossibile che il tempo scorresse così in fretta. Le signore si misero all’opera lunedì 21 agosto per la realizzazione del pesto. Mercoledì 23 iniziarono ad impastare e a confezionare i tortelli. I soci avevano a disposizione delle enormi celle frigorifere per mantenere intatta la freschezza dei tortelli e per evitare che le signore lavorassero anche la domenica mattina. La festa dal turtel del 2000 fu una cosa mai vista: molti erano gli sponsor che affiancavano il loro nome alla festa perché sapevano di essere “notati”. Sabato 26 agosto la gente arrivò a Villanova de Bellis , si può dire, prima dell’orchestra; fu consumata un’incredibile quantità di tortelli e l’orchestra coronò la bella serata. A mezzogiorno della domenica il pranzo preoccupò non poco gli organizzatori, data la moltitudine di gente presente: c’era la paura di non avere abbastanza tortelli per la serata. Infatti fu sospesa la vendita di tortelli crudi per non rischiare figuracce. Molto prima dell’apertura dello stand gastronomico, i visitatori facevano la fila davanti alle casse: c’erano tre sportelli e in tutti c’era la fila. La 17° edizione della festa dal turtel fu arricchita quell’anno da una curiosa e simpatica iniziativa, durante la festa fu attivato un ufficio postale temporaneo che procedeva ad un annullo postale specifico. I consiglieri della N.U.S. avevano ottenuto l’autorizzazione dalle Poste Italiane e avevano messo in vendita una serie di tre cartoline appositamente create, che venivano annullate sul posto, con un apposito punzone raffigurante una zucca, dei tortelli e le scritte indicative del luogo di emissione. La matrice usata per il timbro sarebbe durata presso l’ufficio postale di Mantova soli tre mesi, dopo di che sarebbe stata distrutta. Per questo motivo gli annulli postali di Villanova sarebbero stati molto ambiti dagli appassionati di filatelia. In collaborazione con il gruppo filatelico di Mantova furono poi scelti i francobolli, inoltre, a corollario della manifestazione, furono esposte collezioni di francobolli a tema e altro materiale filatelico. Il 2 e il 3 settembre ci portò il IV° raduno dal turtel. Il club Sinc-Sent Mantova in collaborazione con la N.U.S. Villanova de Bellis e con il patrocinio dei comuni di Mantova e San Giorgio, organizzarono il 1° meeting internazionale “Città dei tre laghi”. Il raduno, aperto alle FIAT 500 e 600, Bianchine e Topolino, continuava ad avere sempre maggiori simpatizzanti: l’anno prima gli equipaggi iscritti erano stati 124. La due giorni si svolse attraverso le vie storiche di Mantova e i suoi laghi: il ritrovo la domenica in piazza Sordello per le iscrizioni, mentre già dal sabato le vetture erano in giro per le vie di Villanova de Bellis. La lotteria finale sancì la fine della manifestazione. Il centro di Villanova de Bellis sembrava crescere sempre di più. Non c’era più solo il solito “campino”, come lo chiamavano affettuosamente i giovani, ma bensì una vera realtà, fondata su manifestazioni importanti, come “fojadi” e “turtel”, ed altre, come il raduno delle Sinc-Sent, che portavano lustro e notorietà. Villanova de Bellis era sì un paesino di poche anime, ma le idee che animavano il centro erano davvero tante: si era partiti da qualche avvenimento per arrivare a vere e proprie manifestazioni. Quello che si era realizzato era veramente immenso.

2001

Con il 2001 si entrò nel terzo millennio. La N.U.S. sembrava non accorgersi del tempo passato, molte cose erano state fatte e altre ancora erano in cantiere. Il centro era ormai il ritrovo di tutti: quelli cui piaceva giocare a tombola e a carte, i ragazzi che si riunivano per interminabili partite di calcio, le mamme che facevano “filos” sotto le piante del parco mentre i loro bimbi giocavano sulle giostrine, le giovani pattinatrici che sfruttavano i tanti metri quadri di pista. Ora, leggendo queste righe, auspichiamo che i giovani si rendano conto di avere avuto una infanzia serena anche grazie alla disponibilità di un posto come il centro, in cui si sono sempre ritrovati a giocare in tranquillità e sicurezza, e che possano riflettere su un loro impegno futuro all’interno della Società per dare continuità alla vita del centro stesso. Nel 2001 il consiglio vedeva presidente Giovanni Filippozzi. Si mise in cantiere un buon progetto: la festa del volontariato con la partecipazione di ospiti illustri. La macchina organizzatrice si rimise all’opera. Dopo il torneo di calcio del mese di Maggio riservato ai giovanissimi, si susseguirono a Giugno la festa dli fujadi, ad Agosto la diciottesima edizione della festa dal turtel e a Settembre, il quinto autoraduno dli Sinc-Sent. Durante la festa dal turtel si ripeté l’iniziativa dell’annullo postale: furono emesse due cartoline, appositamente create per l’occasione. Il 10 maggio 2001, presso la sede consigliare del municipio di San Giorgio, alle ore 21 fu costituita, dopo un’assemblea, una nuova associazione denominata “Associazione Promozione Volontariato - A.P.V. San Giorgio”. A presiedere l’assemblea venne designato il signor Giovanni Filippozzi, il quale ne divenne poi presidente. Il primo obbiettivo dell’associazione fu l’organizzazione della prima festa del volontariato che si sarebbe svolta quell’anno nel centro sportivo di Villanova de Bellis. Il 15 e 16 settembre si tenne la 1° festa del volontariato “APV”. Sabato 15 nel pomeriggio ci fu animazione per i ragazzi, mentre in serata oltre, all’apertura dello stand gastronomico, si ballò con l’orchestra. Nella giornata di domenica si tenne una tavola rotonda con ospiti eccellenti. Il giornalista Fabrizio Binacchi ci dedicò un articolo con i fiocchi: elogiò il nostro centro, chiamandolo “monumento alla voglia di fare” e fu sorpreso dall’analisi profonda che si riuscì ad ottenere, dalla pelle d’oca che ognuno di noi provava per degli argomenti così seri e, nello stesso tempo, così poco affrontati. Alla fine del suo articolo ringraziò Villanova de Bellis perché era convinto che, dopo quell’incontro, fossimo cambiati un po’ tutti, magari un po’ più ricchi di spirito e con qualche valore in più. Ci ringraziò per aver scoperto un mondo di generosità, di disponibilità, di solidarietà, che aveva dimenticato o che, addirittura, non credeva esistesse. Non ci sono parole per esprimere la soddisfazione della N.U.S. Villanova de Bellis. La N.U.S. Villanova de Bellis aveva sempre avuto un buon rapporto con la parrocchia di Cadè: da ogni manifestazione scaturiva sempre una piccola donazione per la chiesa. I buoni rapporti fecero in modo di mantenere saldo il legame . Il Consiglio, nel 2001 si accordò con il parroco per la chiusura del mese di maggio da tenersi presso il centro e per la celebrazione della Santa Messa nella terza domenica dei mesi di giugno, luglio ed agosto. Il 21 ottobre ci fu la gita delle castagne, mentre l’8 dicembre ci fu la gita ai mercatini di Natale nella cittadina di Merano. Il 22 novembre ci fu un’incontro con la giunta comunale per discutere sulla costruzione del nuovo ambulatorio medico presso il centro sportivo.

2002

Chissà se tanti anni prima gli amici delle prime feste avrebbero pronosticato un cammino così ricco di soddisfazioni per la N.U.S. Da una gara ciclistica e da una corsa podistica nacque l’idea di costruire qualcosa ed ora, dopo tanti anni, il centro è un’opera da toccare con mano, è l’anima del paese di Villanova de Bellis e lo rappresenta attraverso le manifestazioni e le iniziative di vario genere. Durante la festa della befana si svolse anche la gimcana automobilistica, con in scena parecchie vecchie FIAT 500, il vin brulè fu molto apprezzato e bevuto a fiumi mentre bruciava l’alto buriel, costruito qualche giorno prima da alcuni soci. Nel mese di maggio si svolse il torneo di calcio giovanile con squadre provenienti anche dalla provincia veronese. L’afflusso di pubblico fu inferiore rispetto all’ edizione del 2000, ultimo torneo dedicato a giocatori adulti, ma per i ragazzi partecipanti fu bellissimo. Prima della festa dli foladi, alcuni soci andarono in tutte le case del paese alla ricerca di foto antiche con le quali si allestì una mostra fotografica. Il materiale raccolto, ad oggi circa 300 fotografie più documenti vari, è patrimonio della Società e rimane a disposizione di tutti coloro ne volessero prendere visione. Il 26 di giugno la festa dli fujadi aprì i battenti. Sabato la gente arrivò numerosa e la mostra delle fotografie ebbe un successo mai visto. Certo che ai più giovani vedere quei ragazzi di tanti anni fa, sorridenti in mezzo a tanta miseria, fece uno strano effetto: i buoi che aravano i campi, le donne che lavoravano in campagna con vestiti sgualciti e l’ aria stanca, eppure così sorridenti anche se non avevano niente! Solo ora, guardando quelle foto, si capisce che avevano molto più dei ragazzi di oggi: la serenità e la gioia di vivere semplicemente la vita. La domenica mattina del 28 giugno era tutto un abbaiare di cani di ogni razza: c’era la mostra canina. A mezzogiorno il pranzo famiglia mise davanti a tutti un’invitante piatto di fujadi ed a un buon bicchiere di lambrusco. La serata chiuse la festa tra le danze. . In luglio, a rallegrare gli abitanti di Villanova de Bellis ci fu la rappresentazione di due commedie dialettali. Inutile raccontare le risate ed il divertimento della gente accorsa. La festa dal turtel si svolse il 24 agosto. Come al solito, le signore cominciarono una settimana prima l’ estenuante lavoro di confezionamento dei tortelli, affiancate per la verità anche da molti uomini. La prima sera l’orchestra si esibì stupendamente e fece divertire le migliaia di persone accorse al paese. La consumazione dei tortelli toccò picchi molto alti, ma le scorte per fortuna erano numerose. La domenica ci fu il pranzo nel parco, mentre in serata l’orchestra ci tenne compagnia, facendo ballare anche i giovani e suonando, per coinvolgere ragazze e ragazzi, apprezzati brani di musica moderna. Ad agosto vi fu una bella edizione della festa dal turtel ma non fra le migliori: per svariati motivi non ripagò del tutto il lavoro faticoso svolto da tutti i soci. Dopo una settimana, il 1’ Settembre, si svolse il III° meeting internazionale “Città dei tre laghi”: iniziò come un semplice autoraduno ed ora anno dopo anno, la manifestazione stava diventando sempre più grande. Gli sponsor della manifestazione furono davvero tanti, segno che le vecchie FIAT 500 rappresentavano ancora per tante persone un pezzetto di cuore. Le iscrizioni furono molte ed i partecipanti, dopo un giro turistico della Provincia, arrivarono a Villanova de Bellis verso le 13 per il tradizionale pranzo a base di tortelli di zucca. Le auto messe in mostra nel campo sportivo luccicavano al sole, mentre una folla di curiosi le ammirava fotografandole per ricordo.

2003

Il nuovo e ultimo consiglio della N.U.S. Villanova de Bellis si costituì il 12 settembre 2002: Giovanni Filippozzi di nuovo presidente.È agli inizi di quell’ anno che la Commissione per le attività socio-culturali, propose di varare un importante iniziativa per festeggiare degnamente, il prossimo mese di agosto, la XX° edizione della festa dal turtel. L’iniziativa, accolta favorevolmente dal Consiglio, consisteva nel conio di una medaglia artistica in bronzo. Per promuovere tale opera e raccogliere le prenotazioni un incaricato passò nelle varie case del paese: sembrava un’iniziativa un po’ presuntuosa, ma dopo le visite alle famiglie, le medaglie coniate furono 160. La ricorrenza lasciò un segno tangibile a Villanova de Bellis. L’artista prescelto per tale opera fu Vito Cimarosti di Olgiate Com’asco e la medaglia fu coniata nelle “Officine Colombo” a Noviglio Milano, storica e prestigiosa fabbrica nel campo della medaglistica. Il 2 agosto 2003 alle ore 11, la medaglia fu presentata presso la sede sociale dal presidente della N.U.S., Giovanni Filippozzi. Furono invitati tutti coloro che da tempo avevano prenotato la medaglia e anche alcune personalità di riguardo, come il sindaco di San Giorgio, vari sponsor, addetti della stampa e della televisione (Telearena, già intervenuta in giugno per la festa dli fujadi ). A conclusione di tale evento la società offrì un abbondante rinfresco casereccio. Il successo della festa dal turtel maturato nei vari anni e con la partecipazioni di tanti collaboratori, meritava un gioiello come questo, che rimarrà sicuramente come segno tangibile nel cuore delle persone. In serata tutti i collaboratori della N.U.S. Villanova de Bellis si ritrovarono alla cena sotto le stelle nel parco. Quell’anno nella festa dal turtel, il 30 agosto per la precisione, fu inaugurato presso il centro, il nuovo ambulatorio del paese. Alla presenza del sindaco, del parroco di Cadè e del medico, nonché assessore allo sport e tempo libero, Dottor Obici, fu presentata anche la progettazione della futura sala polivalente con annessi uffici e servizi. Anche quell’anno la Festa dal Turtel vide un enorme afflusso di pubblico, tale da sorprendere favorevolmente persino gli organizzatori, i quali erano non poco preoccupati dall’interruzione del ponte sull’autostrada che rendeva inutilizzabile la strada provinciale n. 30 che collega Mantova a Villanova de Bellis. Infatti la settimana precedente alla festa, si provvide a segnalare abbondantemente i percorsi alternativi ma la paura che il lungo giro e la scomodità dei nuovi tragitti frenassero le presenze alla festa, era sempre presente. Sabato 30 agosto, all’apertura degli stands, gli organizzatori della N.U.S. verificarono ancora una volta, quanto di buono avevano fatto in quegli anni: nessuno aveva abbandonato la festa dal turtel nonostante i disagi del tragitto più lungo. Domenica 7 settembre si tenne l’ormai consolidato Autoraduno delle FIAT 500 e derivate giunto alla settima edizione, ed il paese di Villanova fu invaso da tante piccole FIAT dai motori rombanti e poi, all’ora di pranzo, tutti a tavola sotto l’ombra degli alberi, a gustare un buon piatto di tortelli fumanti. A ottobre, come di consueto da qualche anno, si organizzò la gita delle castagne, e il 7 dicembre, la gita ad Innsbuck per visitare i mercatini di Natale. Nell’ambito delle attività sociali è importante segnalare che il centro sportivo si è dotato del canale Sky sport e tanti soci iniziarono a ritrovarsi in compagnia per assistere ad ogni partita di calcio importante. Nel periodo invernale continuò a svolgersi tutte le settimane la consueta tombola ed i consiglieri si ritrovavano con assidua costanza per mettere in cantiere nuovi progetti, mantenendo quelli già consolidati, e per prepararsi a festeggiare degnamente, l’ anno successivo, i vent’anni della fondazione.

EPILOGO

Dopo aver scritto pagine e pagine per raccontare i vari avvenimenti della Nuova Unione Sportiva Villanova de Bellis ci si accorge di quante cose sono state fatte in questi anni. La N.U.S. Villanova de Bellis si è veramente dimostrata grande, nel carattere e nel lavoro di tutti i soci che la compongono, ella appare solida e impavida davanti a tutti gli ostacoli che in questi anni ha dovuto superare. Il nome del paese di Villanova de Bellis è stato tenuto alto da tutte le manifestazioni svolte dalla società: un grazie dal più profondo del cuore a tutte queste persone che ci hanno fatto sentire importanti.

QUESTI SONO I NOSTRI PRIMI 20 ANNI PER I PROSSIMI 20……… SIAMO GIA’ AL LAVORO!


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